Youtube Facebook Twitter Seguici su
857163513d85c6d5189908da91738df1

Storia dell'Isola di San Giorgio

Storia dell'Isola di San Giorgio dalle origini al 1950

San Giorgio Maggiore (così chiamata per distinguerla da un'altra isola della laguna, San Giorgio in Alga) era un luogo di saline, mulini e orti e deve il suo nome ad una chiesetta edificata nel 790.

Dal 982, in seguito alla donazione del doge Tribuno Memmo, divenne sede di un monastero benedettino, di cui fu primo abate il patrizio Giovanni Morosini.
Con il trascorrere dei secoli l'Abbazia di San Giorgio crebbe e prosperò acquistando grande prestigio, sia come centro d' irradiazione spirituale e culturale, sia come luogo privilegiato di incontro e di asilo.
Contemporaneamente, l'isola si andava sempre più arricchendo di edifici monumentali e di opere dei maggiori artisti attivi a Venezia.
Da un complesso gotico con chiesa al centro dell'isola, si passò, fra la fine del'400 e il'500, a una ricostruzione rinascimentale, col chiostro interno di ispirazione toscana, forse mediceo-michelozziana (Cosimo de' Medici, cacciato da Firenze, si era rifugiato a San Giorgio con la sua corte nel 1433).

Al maggior architetto del Rinascimento veneto, Andrea Palladio, si devono l'attuale chiesa, il chiostro d'ingresso e il grandioso Refettorio. La chiesa, che richiama lo stile monumentale dei templi classici e delle antiche basiliche cristiane, iniziata nel 1566 e completata all'inizio del secolo successivo, è dedicata ai santi Giorgio e Stefano.

Con la caduta della Serenissima (1797), dapprima nel periodo napoleonico e poi sotto il dominio austriaco, cominciarono le devastazioni e le spoliazioni dell'isola.
Chiuso il monastero benedettino, dopo il 1807, San Giorgio divenne dapprima un deposito franco e sul lato settentrionale furono costruiti ampi magazzini e la darsena delimitata da un piccolo molo.
Dopo la rivolta popolare contro gli Austriaci del 1848, l'isola divenne un presidio militare austriaco; tale carattere fu mantenuto, sia pure con funzioni diverse, anche quando Venezia entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1866.
San Giorgio, invaso da baracche, tettoie e altre costruzioni effimere, con gli edifici monumentali indiscriminatamente frazionati e spesso rozzamente puntellati, conobbe così il periodo del suo maggior decadimento