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L'Adorazione dei pastori di Jacopo Tintoretto "una stravagante invenzione"

Adriano Mariuz

Scripta Edizioni, Verona, 2010

“Un cielo di fiamma, come d’aurora boreale, illumina l’interno attraverso il tetto diruto, arde alla finestrella nello sfondo; e la luce guizza ovunque, trasfigurando ogni cosa. Al manifestarsi di questa luce, che non ha una precisa sorgente – gratuita come la grazia, lumen de lumine – la povera stalla si trasforma nella più fulgida delle dimore, dove ogni cosa, ogni presenza acquista un significato ulteriore, che rinvia a una dimensione diversa, pur rimanendo visibilmente se stessa”.
Il volumetto contiene il testo di una conferenza tenuta da Adriano Mariuz nel dicembre 1989: il tono colloquiale, voluto dall’autore, è senz’altro uno degli elementi di fascino di questa dissertazione, come dell’altra su Grünewald e l’altare di Isenheim che apparirà nel 2011.
L’Adorazione dei pastori di Tintoretto si rivela quale snodo nel percorso figurativo che va da Giorgione a Caravaggio. Il dialogo testo-illustrazioni è serrato: non c’è frase, né immagine superflua, sicché la lettura risulta densissima e avvincente. È il Mariuz iconologo, quello degli esordi, quando interpretò il fregio giorgionesco di Castelfranco Veneto.