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Gli affreschi nelle ville venete.

Il Settecento. Tomo I

a cura di Giuseppe Pavanello

isbn 978-88-317-0756
Marsilio Editore, Venezia 2010

Nel Settecento viene a prevalere, nella civiltà veneta di villa, l’aspetto della villeggiatura e di autoreferenza sociale piuttosto che l’utilizzo degli edifici per finalità economiche, com’è rispecchiato, in modo inarrivabile, nelle goldoniane Smanie per la villeggiatura.
È una corsa continua all’abbellimento degli interni che coinvolge famiglie d’antica nobiltà nuovi ricchi, senza eccezioni, con il risultato di una fioritura tale di capolavori che fa del Settecento il ‘secolo d’oro’ della decorazione nelle ville venete. Ben otto i complessi affrescati da Giambattista Tiepolo ancora conservati: da Massanzago a Stra è un percorso trionfale senza riscontri nella civiltà figurativa europea. Come satelliti intorno a quel pianeta, altri pittori di valore – Antonio Pellegrini, Sebastiano Ricci, Louis Dorigny, Giambattista Pittoni, Antonio Balestra, Giambattista Crosato, Giandomenico Tiepolo, e ancora Andrea Celesti,
Girolamo Brusaferro, Mattia Bortoloni, Gaspare Diziani, Giambettino Cignaroli, Jacopo Guarana, Costantino Cedini, Andrea Urbani, Marco Marcola, Giuseppe Bernardino Bison, Fabio e Giambattista Canal, i quadraturisti Girolamo Mengozzi Colonna, Filippo Maccari
e Pietro Visconti - hanno lasciato in villa esempi mirabili della creatività del secolo.
Dall’ultimo barocco al rococò, al neoclassico, gli interventi pittorici scandiscono, decennio dopo decennio, tutto il secolo, con un finale imprevisto: le decorazioni di Giandomenico Tiepolo nella sua casa di Zianigo, con le disincantate scene di vita contemporanea e l’epopea parodistica dei Pulcinella. É proprio grazie al Settecento pittorico in villa che la civiltà veneziana
e veneta è entrata nel ‘mito’: basti ricordare solo l’impresa di Giambattista e Giandomenico Tiepolo alla Valmarana, in cui, come le facce di una medaglia, stile “sublime” e stile “naturale” – per usare parole di Goethe – toccano vertici ineguagliati.
La monumentale opera in due tomi, con quasi duemila illustrazioni e i testi delle oltre duecento schede, rappresenta un indispensabile strumento nel campo degli studi e, insieme, della conservazione di un patrimonio unico in Europa.